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Mondinelli, l'attesa è estenuante

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CAMPO BASE DELL'EVEREST -- E' un'altra giornata di attesa al Campo Base dell'Everest. Mentre i tecnici lavorano sodo giorno e notte per ultimare in fretta i controlli della strumentazione, gli alpinisti sono impazienti di salire: "sono questi i giorni in cui bisogna tenere duro - ha detto Mondinelli - poi dal 20 al 25 'fuoco a volontà': tenteremo la vetta".
 

Sembra non passare mai il tempo al Campo Base dell'everest in questi utlimi giorni: prima il blocco dei militari, poi il maltempo, ora gli ultimi test necessari ai macchinari prima di portarli ad alta quota. Gli alpinisti di Share Everest, "Gnaro" Mondinelli, Marco Confortola e Michele Enzio, tra prove di montaggio e riposo, aspettano impazienti il momento in cui potranno attaccare la montagna. Abbiamo appena raggiunto via telefono Mondinelli: ecco il suo racconto.

                
Com'è la situazione al Campo base?
Al mattino c'è il sole, pomeriggio invece scende un po' di nevischio. Le previsioni danno 3 giorni di brutto tempo e domani dovrebbe essere il più brutto. Aspettiamo il via libera di Gian Pietro Verza e degli ingegneri di Milano. Poi saliamo.
                                  
Quali sono i programmi per i prossimi giorni?
A meno che il tempo non sia proprio brutto domani portiamo su tutta l'attrezzatura a Campo 2 e rimaniamo lì ad acclimatarci. Poi se il giorno dopo il tempo lo permette raggiungeremo direttamente Campo 4, cioè Colle sud, e monteremo la stazione metereologica: saltiamo campo 3 e passiamo dai 6400 di capo2 agli 8mila.
             
Montare la stazione in un giorno solo?
Mah, noi pensiamo di sì, anche perchè qui al Campo base abbiamo provato più volte a montare la stazione e ormai riusciamo a concludere le operazioni entro un'ora, massimo un'ora e mezza. Certo poi dipenderà dalle condizioni esterne e dagli imprevisti: un'incognita è il tempo, perchè se non è buono potremmo non riuscire a trasportare tutto il materiale necessario in una volta sola. Se farà freddo dovremo vestire i guanti che magari ci rallenteranno un po' le operazioni. Poi naturalmente bisognerà verificare che funzioni la strumentazione.
              
Chi sarete a salire a Colle Sud?
Io, Marco e Michele. Poi ci saranno con noi 4 Sherpa. Gian Pietro invece rimarrà a Campo base.
                           
E dopo la salita che farete?
Dopo aver finito il lavoro a Colle Sud torneremo giù: faremo tappa a Campo 2 e il giorno dopo di nuovo al Base, dove ci riposeremo un po' di giorni prima di tentare la vetta.
               
Qual è l'umore?
In relatà non vediamo l'ora di metterci in azione. Stare troppi giorni fermi ad aspettare di salire, mette un po' di malinconia addosso. Michele per esempio, che è alla sua prima volta all'Everest, non è abituato e forse patisce un po' più di me questa stasi. Poi io qui al Campo base incontro molte persone che conosco, lui meno e quindi è più facile sentire la nostalgia di casa. Ma lo sappiamo, sono questi i giorni in cui bisogna tenere duro, poi dal 20 al 25 'fuoco a volontà': entreremo nel vivo della spedizione e tenteremo la vetta. Allora sarà solo eccitazione e volgia di vincere la montagna.
                     
Cosa fate per passare il tempo in attesa che la strumentazione sia pronta e possiate salire?
Per fortuna la compagnia è bella: i ragazzi della cucina sono bravi, gli sherpa in gamba. Abbiamo per vicini di tenda alcuni vietnamiti molto simpatici che ci hanno persino prestato la chitarra. Poi c'è una spedizione di giapponesi molto alla mano, siamo andati a cena da loro e loro son venuti da noi: è anche un'occasione di scambio culturale, insomma. Inoltre vicino al nostro accampamento c'è anche la 'backery', il panificio, che fa dei pasticcini buonissimi e ogni tanto andiamo a mangiare qualcosa di buono.
                            
E soprattutto nell'attesa gli alpinisti di Share Everest non perdono l'occasione di scherzare...
Tutti quelli che passano vicino alla nostra tende e vedono la stazione ci chiedono che cos'è questo marchingegno. Noi ci abbiamo appeso su un cartello con scritto spedizione dei 'Lazarun': leader Agostino Da Polenza, capo tecnico 'Scintilla' (ovvero Gian Pietro Verza soprannominatoi così perchè è un gran lavoratore e perchè è l'esperto che fa funzionare la complessa tecnologia delle strumentazioni). Infine gli alpinisti sono i 'lazarun': naturalmente sono ironico, perchè stiamo lavorando tutti davvero molto per la buona riuscita della sepdizione.
                                    

                                       

Valentina d'Angella