


La realizzazione della una rete di monitoraggio ambientale inizia lungo la catena dell’Himalaya-Karakorum con l’obiettivo di determinare parametri meteoclimatici, misure sulla chimica dell’atmosfera, misure limnologiche e paleolimnologiche sui corpi lacustri di alta quota, monitoraggio glaciologico e misure precisa delle coordinate di punti sulla superficie terrestre, al fine di: sviluppare di un sistema integrato di misure che permettano di contribuire in modo significativo all’incremento delle conoscenze nel campo ambientale e delle scienze della terra nella regione; e attivare un trasferimento di tecnologie e un processo di capacity building nel campo del monitoraggio ambientale e geofisico attraverso il coinvolgimento diretto dei Paesi interessati e delle comunità locali, così da rendere le popolazioni protagoniste del controllo e della gestione del proprio territorio.
L’idea di sviluppare le attività di ricerca in Asia Centrale attorno alle due più alte montagne della Terra, Everest e K2, ha nel tempo dimostrato un’efficacia ed un ruolo scientifico strategico importante nel quadro della comprensione dei fenomeni terrestri ed ambientali sia a scala locale che regionale e globale. Il progetto ha promosso principalmente studi riguardanti l’atmosfera, i cambiamenti climatici ed i rischi naturali nella regione dell’Himalaya e del Karakorum. Negli ultimi decenni, infatti, è stata riscontrata anche in queste aree una tendenza all’aumento medio annuo della temperatura. Le tendenze delle temperature stagionali e la distribuzione spaziale di queste evidenziano anche l'influenza di circolazione del monsone le cui analisi hanno rilevato un trend negativo di precipitazione più spiccato nella regione occidentale che in quella orientale.
Le variazioni climatiche rendono estremamente vulnerabile l’area Himalayana, al punto che negli ultimi decenni l’aumento delle temperature sta producendo un arretramento della massa dei ghiacciai e delle superfici innevate, riducendo le risorse di acqua della stagione asciutta. Ciò rende meno affidabile un già precario sistema energetico idroelettrico ed influenza pesantemente i rifornimenti di irrigazione e di acqua potabile. Lo scioglimento dei ghiacciai, inoltre, favorisce la raccolta di acqua in laghi che possono poi sfondare le morene terminali causando disastrosi cedimenti ed inondazioni denominati Glacial Lake Outburst Floods (GLOFs). Il rilascio di grandi volumi d’acqua e detriti produce pericolose inondazioni.
L’insita fragilità degli ecosistemi e delle catene montuose, unita ai processi dovuti ai cambiamenti climatici, nonché al degrado causato dall’utilizzo improprio delle risorse naturali, rappresentano quindi un elemento critico da valutare nella pianificazione e nella gestione dello sviluppo sostenibile di questi territori.
Il cambiamento del clima tende ad influenzare anche il sistema monsonico e l’andamento delle piogge nell’area dell’Asia meridionale, ove estremamente elevato è l’emissione di inquinanti atmosferici. Proprio questi inquinanti, che in atmosfera tendono a formare una spessa nube di colore grigio-marrone, possono ridurre notevolmente la radiazione solare in arrivo sulla Terra (fino al 15%) causando un possibile raffreddamento del suolo ed un riscaldamento dell'atmosfera influenzando la salute degli abitanti e l’agricoltura, e la biodiversità, specialmente nelle regioni di montagna.
Vista l’importanza delle informazioni scientifiche raccolte, il Comitato ha previsto il loro utilizzo nell’iniziativa di partenariato internazionale ideata e promossa da EvK2Cnr. Questo progetto, finanziato dal Governo Italiano, prevede l’applicazione di un meccanismo a supporto dello sviluppo delle montagne nella regione Hindu Kush - Karakorum - Himalaya, utilizzando un database di dati bio-fisici e socioeconomici, tenendo conto delle priorità di riduzione della povertà e conservazione dell’ambiente. Tale meccanismo, comprendente applicazioni software basate su dati e modelli predittivi analitici, costituirà uno strumento volto al supporto delle decisioni – Decision Support System (DSS) - per il raggiungimento dei più importanti target del Millennium Development Goals. Questa iniziativa è stata formalmente presentata dal nostro governo e approvata dal Segretariato delle Nazioni Unite come iniziativa di partenariato di tipo 2 durante il WSSD di Johannesburg (2002).