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Mondinelli: abbiamo visto i cinesi salire con la torcia

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LOBUCHE, Nepal -- E' stata una giornata decisamente movimentata quella di oggi dalle parti dell'Everest. E fin dalla mattina. Sì perchè Silvio Gnaro Mondinelli, impegnato a montare una stazione del ponte radio al Kala Patthar, tutto di colpo ha scorto qualcosa di anomalo sulla cresta dell'Everest. Subito ha chiesto un binocolo e lo spettacolo che gli è si parato di fronte lo ha lasciato di stucco. Sulla parte alta della montagna Gnaro ha visto una decina di alpinisti cinesi che stavano cercando di portare in vetta la torcia olimpica.
 

Ecco il racconto dalla viva voce del Gnaro: "Era una squadra numerosa - racconta -, noi abbiamo contato circa dieci persone. Si trovavano tra il primo e il secondo step, a circa 8.600 metri di quota. Mancava poco, ma la tormenta non gli ha permesso di arrivare in cima. Mi dispiace per loro, in quelle condizioni deve essere stata durissima".
    
Insomma, recuperati i cannocchiali in un lampo, gli uomini della spedizione Share Everest hanno assistito in diretta al primo tentativo cinese di portare in cima al mondo la torcia olimpica. Una diretta imperdibile, un'esclusiva che avrebbe fatto gola al mondo intero.
       
"Si poteva vedere chiaramente che tentavano di ripararsi sotto un grande masso nero - continua Mondinelli -. Poi uscivano, provavano a proseguire, ma le raffiche li spingevano indietro. Tornavano a ripararsi e poi tentavano di nuovo. Sono stati lì parecchio tempo. Poi, hanno dovuto fare dietro-front. Nel guardarli ci siamo emozionati, poveretti, alla fine sono alpinisti come noi: rinunciare a quella quota è una delle cose peggiori".
              
Non c'è che dire: l'argomento principe della prima parte della giornata è stato per tutti lo "spettacolo cinese". Poi i ragazzi di Share Everest si sono rimessi al lavoro per completare questa installazione, indispensabile per ricevere i dati dalla futura stazione di Colle Sud e trasmetterli alla PIramide. Per "Gnaro", Marco Confortola, Michele Enzio e Gian Pietro Verza la giornata - faticosa - è proseguita senza ulteriori sorprese. La stazione di monitoraggio di Kala Patthar è stata montata con successo e - a quanto pare - funziona già regolarmente.
            
E dire che per tutta la mattina il tempo lassù è stato tutt'altro che bello. La temperatura ha oscillato fra i -5 e gli zero gradi. IL cielo era nuvoloso e l'umidità al 100 per cento con la minaccia costante di pioggia. Tuttavia i nostri "prodi" sono riusciti a portare a termine il lavoro.
            
"Abbiamo installato il riperitore questa mattina in una posizione magnifica - dice con soddisfazione Gian Pietro Verza. E' stato un grande lavoro di squadra". Dopodichè tutti in branda. Gli alpinisti sono tornati in Piramide, dove li attende un sano e meritato riposo. Solo Verza lo "stakanovista" si è fermato a dormire nel villaggio di Gorakshep: toccherà infatti al Gian Pietro fare il primo test di connessione con il ripetitore appena installato.
            
Domani Verza tornerà lassù per fare la messa a punto finale. "Poi salirò in Piramide - racconta Giampi - dove farò la prova definitiva di collegamento. Un altro test lo faremo dal campo base". ovvimente non appena sarà possibile montare la stazione di Colle Sud per i test.
 

 

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