Ultima rilevazione: 2008-11-20 14.00.00 (UTC/GMT: +5.45) -- Temperatura esterna: -25.7 °C -- Umidità: 100 % -- Vento direzione: 276.5 > -- Vento intensità: 33.3 m/s -- Pressione: 376.5 hPa -- Radiazione solare globale: 724.3 W/m2 -- Radiazione UVA: 31.2 W/m2

 

Verza: un alpinismo al servizio della scienza

immagine

E' un esperto alpinista, ama le montagne e ad esse ha dedicato la sua vita. Soprattutto ha voluto, come pochi, mettere la sua passione al servizio degli altri: Gian Pietro Verza infatti, ha quasi sempre intrapreso le sue spedizioni per scopi superiori alla sola sfida personale verso la vetta, come per importanti ricerche scientifiche o per il soccorso in alta quota.
 

Gian Pietro Verza è nato a Rovigo l'1 dicembre del 1956. Le montagne non le aveva proprio dietro casa, ma nonostante questo un'attrazione innata per le vette lo ha spinto fin da giovane verso questo mondo.
        
Professionalmente ha esordito come progettista elettronico, ma già nell'82 lasciava i laboratori per la montagna. Nel 1987 diventava Guida alpina e iniziava a orientare la sua vita e le sue attenzioni verso le Alpi e l'Himalaya. Così, già l'anno dopo saliva sulla parete sud dell'Annapurna con Benoit Chamoux.
                    
Nel 1989 è andato in vetta al Pumori, 7150 metri, in stile alpino e in due giorni, realizzando il record di salita rapida in 7 ore da quota 5700 alla cima. L'anno dopo poi, si è realizzata un'importante svolta professionale: è iniziata infatti nel 1990 la sua collaborazione con il Comitato Ev-K2-Cnr, che si occupa tuttora delle ricerche scientifiche in alta quota. All'interno del progetto fin da subito, grazie alla sua esperienza nei vari settori dell'elettronica, ha ricoperto la funzione di responsabile tecnico del Laboratorio Piramide.
                   
Da questo momento le sue imprese sulle montagne non si limitano più a uno scopo esclusivamente alpinistico, ma acquistano anche una forte valenza scientifica. Nel 1992, per esempio, saliva in cima all'Everest: lo scopo della missione era quello di determinare l'esatta misurazione del Monte, attraverso l'utilizzo di tecnologie laser e GPS. Partendo da Colle sud ha impiegato 6 ore a raggiungere la vetta, e qui è rimasto circa un'ora.
                            
Nel 1994 ha partecipato alla prima edizione del progetto EAST (Extreme Altitude Survival Test) con studi di fisiologia sino a 6500 metri. Due anni dopo era con i Ragni di Lecco al K2 per la nuova misurazione della quota. In questa occasione ha dato prova di grande coraggio e generosità, cercando di soccorrere l'alpinista Lorenzo Mazzoleni: è stato un tentativo estremo quanto vano, che lo ha visto salire fino a 8200 da solo e di notte.
                                
Nel 1997 si è occupato della programmazione e dei sistemi di videoconferenza via satellite per il progetto EAST 97 dove i test di fisiologia sono stati svolti a 7500 metri. Dopo aver effettuato con successo le prove, ha tentato la salita al Lhotse dove però è stato costretto a rinunciare alla vetta, 8516 metri, a soli 116 metri di distanza, per la stanchezza provocata dall'impegno logistico.
                                         
L'anno dopo un'altra prova di grande umanità. Verza infatti, grazie alla sua esperienza di soccorso e di telecomunicazioni dalla Piramide, ha assistito via radio Thomas Humar nella sua incredibile discesa dalla parete Nord-Ovest del Nutpse dopo la perdita del compagno Janes Jaeglich. Lui ha coordinato la squadra di soccorso, e così anche grazie al suo aiuto si è riusciti a trarre in salvo lo sloveno.
                                                 
Nel 2000 è diventato membro del Pyramid Meteo Group e per questo in 2 anni ha portato a termine l'installazione della innovativa rete di 5 stazioni meteo-climatiche che permettono approfondite indagini nella regione dell'alto Khumbu, in Nepal, dai 2700 metri di Chaurikarka ai 5050 della Piramide.
                                      
Nel 2001 è stato sull'Aconcagua, sulle Ande: ha effettuato la misurazione del monte, portando sulla cima della montagna le strumentazioni ottiche e GPS nell'ambito del progetto Tower. Per compiere il lavoro è stato 3 ore in vetta, alla temperatura di -18 gradi.
                                                  
L'anno dopo è tornato in Himalaya, questa volta per un'impresa di grande importanza per la popolazione locale. Verza infatti, in collaborazione con Eco Himal, ha portato all'ospedale di Tshome l'elettricità fotovoltaica. La struttura si trova a 5000 metri di quota e 300 chilometri a nord dell'Everest, nel cuore dell'Altopiano Tibetano.
                                            
Nel 2003 il suo impegno nel sociale si è espresso ancora una volta in alta quota, accompagnando un gruppo di pazienti della Fondazione Bosis con handicap mentale alla scoperta degli immensi spazi africani sul Kilimangiaro.
                        
Nella primavera dello stesso anno, nell'ambito del progetto Ev-K2-Cnr, ha attivato la prima stazione permanente GPS ai piedi dell'Everest, quella della Piramide. Poi, sempre sulla montagna più alta del pianeta, ha supportato il progetto di un pronto soccorso al Campo Base, in collaborazione con l’Himalayan Rescue Association.
                      
E ancora: nell’autunno ha aiutato il Sagarmatha National Park (Parco Nazionale dell’Everest) per i sistemi di comunicazione radio VHF. Insomma, per Gian Pietro Verza il 2003 è stato un anno davvero, che si è concluso meritatamente con l'assegnazione del premio Grignetta d’Oro per Lavoro e Montagna. La motivazione della giuria al titolo è stata: "Guida Alpina, ha unito la passione per l'alpinismo con la ricerca e la tecnologia portandola a servizio di tutti gli alpinisti e trekkers alle basi dell'Everest".
                                         
Nel 2004 ha progettato gli impianti fotovoltaici per le spedizioni Everest e K2, in quest’ultima ha gestito anche i sistemi di comunicazione satellitari e ha contribuito a gestire i sistemi informatici.
                                         
Dal 2005 ha seguito le reti di stazioni di monitoraggio climatico di Ev-K2-Cnr con 4 punti in Himalaya nella valle del Khumbu e 2 nuovi punti in Karakorum nella zona del Baltoro. Nel nostro paese nel frattempo, ha seguito un progetto innovativo per la realizzazione della prima stazione di monitoraggio climatico installata su ghiacciaio, sul Ghiacciaio dei Forni nel Parco Nazionale dello Stelvio.
                                                  
L'anno successivo si è occupato dell’installazione della nuova stazione ABC che ha avviato una nuova stagione di monitoraggi sul trasporto degli inquinanti ad alta quota presso la Piramide. Inoltre, ha installato il sensore Cimel che permette di contribuire agli studi della rete Aeronet (NASA) per l’area Himalayana.
                                                  
Sempre nel 2006 si è recato in Africa, in Uganda: a cento anni esatti dalla prima salita del Rwenzori ha avviato il monitoraggio dei ghiacciai di questo massiccio equatoriale, installando la prima stazione meteo sulla montagna.
                   
Nel 2007 è stato capogruppo di una spedizione leggera al "Cervino dell'Himalaya", l’Ama Dablam (6856 metri). A causa però delle condizioni pericolose della montagna e del maltempo, il gruppo di alpinisti ha potuto raggiungere solo i 6000 e poi è dovuto rientrare.
                      
Anche per quest'anno inoltre è continuato il suo impegno nelle stazioni di monitoraggio dei ghiacciai alpini in supporto all’Univerità di Milano, per la quale ha installato una stazione sull’Adamello e una in val Viola.
                                                     
Una vita intensa insomma trascorsa al servizio della montagna, sia per la conoscenza scientifica di questi luoghi impervi, sia per loro salvaguardia e per quella delle popolazioni che le abitano.
                                        
Gian Pietro Verza è un esperto conoscitore dell'ambiente Himalayano avendo all'attivo oltre alle spedizioni accennate anche una trentina di missioni scientifiche in Nepal ed avendo operato più di 2000 giorni a quote oltre i 5000 metri.
                                             
La sua conoscenza di problematiche relative al soccorso in alta quota lo vede ad oggi particolarmente impegnato in un progetto per una rete di soccorso himalayano in collaborazione internazionale tra il Comitato Ev-K2-Cnr, la Fondazione Benoit Chamoux, l'Himalayan Trust e l'Himalayan Rescue Association.
                                            
Grazie alla sua esperienza di ambienti estremi ad alte altitudini e di applicazioni tecnologiche dedicate alle più difficili condizioni operative, Verza sta portando a termine una serie di programmi di formazione sulla gestione del Laboratorio Piramide, sulle tecnologie fotovoltaiche, e sulla gestione dei sistemi di acquisizione dati ambientali.
                                   
Nell'ambito dei supporti tecnologici di Ev-K2-CNR poi, volti alla soluzione delle problematiche della sicurezza in montagna, si occupa di studio e formazione sui sistemi di navigazione satellitari per applicazioni di soccorso alpino ed in supporto alle attività professionali delle Guide alpine. 
 

         

     Valentina d'Angella