


PADOVA -- La terra, i cambiamenti climatici e lo studio dell'evoluzione dell'ambiente analizzati da un punto d'osservazione privilegiato: le montagne. Questo è il tema della Conferenza in programma all'Università di Padova per il 17 e il 18 aprile. L'evento si intitola "Mountains as Early Indicators of Climate Change" ed è organizzato dal Comitato Ev-k2-Cnr, dall'Unep, da Eurac e dall'Università di Padova.
Dalla cima di una montagna si possono vedere molte cose: il panorama sottostante, ovvero gli alberi, i ghiacci, le nevi, ma anche altre molto più lontane, che parlarno di luoghi apparentemente distanti e diversi. I monti infatti registrano sul proprio territorio gli effetti del cambiamento climatico globale, ma sono anche in grado di fornire importanti dati relativi al mutamento di tutta quanta la terra.
Non solo le montagne sono molto sensibili alle minime variazioni di temperatura e possono per questo fornire prima di altri siti geografici informazioni precise, ma anche il funzionamento del loro ecosistema ha forti conseguenze sull'intero pianeta.
Di questo si parlerà alla conferenza internazionale "Le montagne come primi indicatori del cambiamento climatico globale": un'importante tavola rotonda a cui parteciperanno alcune dei più grandi scienziati di tutto il mondo.
L'evento, organizzato dal Comitato Ev-k2-Cnr, dall'Unep, il programma ambientale delle Nazioni Unite per l'Ambiente, dall'Eurac, l'Accademia Europea di Bolzano, e dall'Università di Padova, gode di patronati di grande prestigio. Oltre all'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, del Senato e della Camera dei Deputati, ci sono infatti quelli dei Ministeri competenti, e degli Enti locali.
La Conferenza internazionale si svolgerà presso l'Università di Padova e si articolerà in 2 giornate, quelle del 17 e del 18 aprile. Nel primo giorno a partire dal pomeriggio, ci sarà l'apertura dei lavori da parte delle autiorità politiche e istituzionali che hanno supportato l'evento.
In concomitanza con questa occasione si terrà anche un importante momento che avrà come protagonista Agostino Da Polenza, presidente del Comitato Ev-k2-Cnr e capo della spedizione alpinistico-scientifica Share Everest 2008. L'insigne scienziato americano Richard Armstrong infatti, consegnerà all'alpinista e imprenditore il sensore termico che verrà installato per la prima volta sul punto di quota più alto del mondo, gli 8.848 metri della vetta dell'Everest. Una consegna questa significativa, anche perchè simboleggia quel fondamentale passaggio di testimone tra gli scienziati e gli alpinisti, tra l'atto teorico e quello pratico.
La giornata del 18 entrerà nel vivo della ricerca scientifica: importanti scienziati provenienti da tutto il mondo interverrano alla conferenza parlando delle ricerche effettuate nel proprio paese. Tra gli insigni studiosi che parteciperanno all'evento compaiono i nomi di Christophe Bouvier, Direttore di Unep Europa, Agostino da Polenza, presidente di Ev-K2-Cnr e Giuseppe Cavaretta, Direttore Terra e Ambiente del Dipartimento Terra e Ambiente dello stesso Comitato.
E ancora esperti internazionali del calibro di Richard Armstrong, Professore dell'Università del Colorado e membro di numerosi enti e associazioni internazionali di ricerca scientifica, glaciologica, idrologica, geografica e climatica, e di John Jack Shroder, regent professor di geografia e geologia, e studioso specializzato dell'area dell'Himalaya, dell'Afghanistan e Pakistan.
Inoltre ci saranno anche Sandro Fuzzi, membro dello Steering Committee Unep-Abc e coordinatore dell'European Network Excellence "Atmospheric Composition Change, the European Network", e il Professor Martin Beniston, che si occupa di cambiamenti climatici e impatto climatico all'Università di Ginevra.
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Valentina d'Angella